Un impianto collegato a Energy Release 2.0 può partecipare a una configurazione di autoconsumo diffuso, ma questo non significa che possa cumulare automaticamente tutti gli incentivi previsti dal DM CACER. Il chiarimento pubblicato dal GSE il 1° luglio 2026 separa con precisione l’adesione alla configurazione dalla possibilità di ricevere ulteriori forme di sostegno.
La regola chiave: la quota di nuova capacità rinnovabile regolata tramite il contratto per differenza di Energy Release 2.0 non può ricevere anche la tariffa incentivante CACER o il contributo PNRR riferiti alla stessa quota.
Entrare in una CER non significa ottenere tutti gli incentivi
Il GSE chiarisce che l’impianto Energy Release può comunque entrare in una configurazione di autoconsumo diffuso se rispetta i requisiti previsti. In questo caso può accedere alla valorizzazione dell’energia autoconsumata prevista dal TIAD.
È invece escluso, per la quota soggetta a Energy Release 2.0, l’accesso agli incentivi del DM CACER che risultano incompatibili con un altro incentivo in conto esercizio applicato alla stessa quota.
Perché il cumulo è escluso
Secondo la FAQ GSE, la nuova capacità realizzata nell’ambito di Energy Release 2.0 e regolata mediante contratto per differenza non può accedere a ulteriori forme di sostegno pubblico sulla stessa quota.
Le Regole operative CACER prevedono, tra l’altro, che la tariffa incentivante non sia cumulabile con altre forme di incentivo in conto esercizio. Per questo il beneficio Energy Release e la tariffa CACER non possono essere riconosciuti contemporaneamente sulla medesima quota di produzione.
Quando può esistere una quota “separata”
Il GSE apre però a una possibilità importante: se esiste una quota di energia prodotta o immessa in rete per la quale non si applica il contratto per differenza di Energy Release 2.0, quella quota può accedere ad altri benefici nei limiti delle discipline applicabili.
La condizione indicata dal GSE è tecnica e deve essere verificata con attenzione: la quota deve essere separatamente misurabile e identificata da una unità di produzione dedicata.
Il chiarimento riguarda anche altri incentivi
Nelle FAQ pubblicate il 1° luglio 2026 il GSE ha applicato la stessa logica anche ad altri strumenti. Per la quota soggetta a Energy Release 2.0 risultano incompatibili, tra gli altri, Iperammortamento, Transizione 5.0 e incentivi del DM Agrivoltaico quando andrebbero a coprire i medesimi costi o la stessa quota incentivata.
La possibilità di utilizzare strumenti diversi sulla parte residua dell’impianto dipende dalla separazione della quota e dalle regole specifiche di ciascuna misura.
Cosa dovrebbe verificare un’impresa prima di scegliere la struttura
- quale quota di potenza e di energia è vincolata a Energy Release 2.0;
- se esiste una parte residua realmente separabile;
- come sono configurate le unità di produzione e i sistemi di misura;
- quali incentivi si vorrebbero utilizzare sulla quota non vincolata;
- se i costi dell’investimento risultano già coperti, in tutto o in parte, da un altro sostegno pubblico;
- se la configurazione CER mantiene i requisiti previsti dal TIAD e dalle Regole operative.
Perché il tema è importante anche nella fase progettuale
Questi chiarimenti mostrano che la scelta del meccanismo di incentivo non dovrebbe avvenire alla fine del progetto. Se l’impianto viene progettato senza considerare fin dall’inizio la separazione delle quote, la misura dell’energia e le unità di produzione, può diventare molto più difficile utilizzare in seguito strumenti diversi sulla stessa infrastruttura.
Fonti
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Contatta ZEUS →Articolo informativo aggiornato al 3 settembre 2026. Fanno fede le Regole operative e i chiarimenti ufficiali del GSE applicabili al caso concreto.